6 ottobre 2015

Salento 2015 (Raffaella & Umberto)

Raffaella&Umberto

Quest’anno la meta delle nostre vacanze estive è il Salento, una terra dai forti colori e dalle profonde emozioni, una meta già visitata da molti nostri amici che si sono sempre dichiarati entusiasti da quanto vi hanno trovato.
A differenza degli anni passati, questa volta io e Raffaella abbiamo tracciato un itinerario di massima indicando sì le zone da visitare (città d’arte, zone costiere, parchi naturali.. ) ma contemporaneamente disegnando un itinerario aperto a variazioni dell’ultimo minuto.
Giovedì 20 agosto: partenza da Fano alle ore 9,20 con destinazione Brindisi, ma già strada facendo abbiamo cominciato a pensare ad alcune mete intermedie come Castel del Monte, località vicino ad Andria, famosa per il suo castello ottagonale fatto erigere da Federico II.
Bene, progetto approvato, ma giunti più o meno dalle parti di Termoli un sms di una coppia di amici che in quel momento si trovava in un’area camper a Mattinata ci ha fatto subito fare una variazione… alla variazione e quindi … vai a Mattinata! Il bello del camper è anche questo, poter modificare in qualsiasi minuto le proprie destinazioni.
Giunti nel primo pomeriggio, abbiamo pigramente e simpaticamente trascorso il resto della giornata con Luana e Renato, i nostri amici, e con altri camperisti lì conosciuti.Luana&Renato
Venerdì 21 agosto: lasciata l’area camper verso le 9,30, abbiamo fatto rotta per Castel del Monte percorrendo la litoranea che conduce a Margherita di Savoia, cittadina famosa per le sue saline.
Alcune di queste ci hanno sorpreso per l’intenso colore rosa delle acque, spettacolo reso ancora più piacevole dalla presenza di numerosi fenicotteri anch’essi rosa; assolutamente da non perdere!
Lasciataci la città alle spalle, in breve siamo arrivati ad Andria e qui è cominciato il calvario! Il navigatore di bordo ci suggeriva un percorso ma alcuni cartelli stradali ne indicavano un altro e quindi…  abbiamo seguito i cartelli.
Non l’avessimo mai fatto!
Molti di questi avevano una caratteristica: erano presenti dove la direzione era praticamente obbligatoria, ma totalmente assenti in presenza di bivi. Comunque siamo riusciti ad arrivare a Castel del Monte e qui abbiamo lasciato il camper in un’area attrezzata dove, per 7 euro al giorno, ti davano anche acqua e corrente elettrica.

Margherita di Savoia Castel del Monte
La visita del castello (della durata di un’ora e trenta circa e fatta con l’ausilio di una guida turistica) si è rivelata molto interessante, ma visto che avevamo ancora delle ore di luce a disposizione, abbiamo deciso di raggiungere Brindisi dove siamo arrivati verso le 19.
In questa città non esistono aree attrezzate (o almeno io non le ho trovate), ma grazie ai suggerimenti di Oreste, un amico camperista che ci abita, abbiamo trovato posto in un rimessaggio camper poco fuori la città, rimessaggio attrezzato anche come area sosta con carico/scarico e corrente elettrica.
Sabato 22 agosto: Alle 9,45 saliamo sul bus che ferma a cinquanta metri dall’ingresso del rimessaggio ed in una ventina di minuti arriviamo alla stazione ferroviaria; da qui, percorrendo un lungo viale alberato, giungiamo in pochissimo tempo nel centro storico della città. Questo non è molto ampio e pertanto la quasi totalità dei luoghi di interesse che vogliamo visitare è raggiungibile brevemente, ma purtroppo constatiamo che diversi edifici nominati dalla nostra guida turistica sono chiusi o trasformati in uffici governativi ed in pratica non visitabili ma visibili solo esternamente. In breve nella mattinata riusciamo a vedere solamente la chiesa di San Giovanni al Sepolcro, la Cattedrale con le annesse Loggia Balsamo e Porta dei Templari ed il Palazzo Granafei – Nervegna dove si conserva l’originale del capitello di una delle due colonne romane, da sempre simbolo della città.
Ovviamente ammiriamo nella zona del porto la copia della possente colonna terminale della romana via Appia, il Castello Svevo (solo dall’esterno perché ora è sede militare) nonché … una bella portaelicotteri della nostra Marina Militare. Dopo aver cercato inutilmente di visitare altri monumenti riportati nella guida (ma che guida abbiamo comperato?) decidiamo di rientrare al camper e quindi, dopo pranzo, partiamo per la tappa successiva, Lecce.
Peccato perché Brindisi è ricchissima di storia e merita una visita approfondita.

Marina Militare (BR) Duomo (BR) Scalinata Virgilio (BR) Capitello Colonna Romana
Arrivati a Lecce e parcheggiato il camper nei pressi del cimitero (l’area comunale segnalata in più siti è chiusa da qualche anno), raggiungiamo in pochi minuti il centro e qui finalmente la situazione volge a nostro favore.
Tante le chiese visitabili e quasi tutte con dipinti, arredi e strutture rimarchevoli (siamo nel cuore del barocco leccese, tipico per la ricchezza – forse eccessiva – delle decorazioni), aperto il Castello di Carlo V (questo veramente ci ha deluso), molto bella la piazza Sant’ Oronzo con l’anfiteatro romano, l’Ovale, l’obelisco, Porta Napoli, la Basilica di Santa Croce, ….

Porta Napoli (LE)
La visita si protrae fino alle 21 circa, dopo di che decidiamo di rientrare al camper per cenare e trascorrere la notte in attesa di completare la visita la mattina successiva.
Domenica 23 agosto: Proseguiamo la conoscenza della città recandoci nella bella piazza del Duomo dove abbiamo la possibilità di ammirare il Duomo dell’Assunta (XII secolo) con l’annesso campanile, il Seminario e l’Episcopio.
Proseguiamo poi in direzione della Porta Rudiae e lungo la via troviamo altri interessanti edifici (la chiesa di Santa Teresa, la chiesa del Rosario, la chiesa di Sant’Anna con accanto l’omonimo Conservatorio; a proposito, con il termine “conservatorio” non s’intendeva una scuola di musica bensì una specie di monastero dove determinate tipologie di persone – trovatelli, donne dal passato un po’… allegro, vedove desiderose di ritirarsi a vita monastica – decidevano di trascorrere la loro vita anche senza prendere i voti).

Episcopio (LE) Duomo (LE) Porta Rudiae (LE)
Siamo consapevoli che bisognerebbe dedicare molto più tempo per scoprire i tanti tesori artistici della città, ma per questa volta ci dobbiamo accontentare e quindi facciamo ritorno al camper per pranzare e dirigerci poi verso la successiva meta, Torre dell’Orso.
Dopo aver telefonato per conoscere la disponibilità dell’area attrezzata “Gran Pashà”, facciamo rotta per la costa seguendo le oculate indicazioni del navigatore di bordo e pertanto per percorrere poche decine di chilometri impieghiamo quasi due ore! Giunti sulla costa c’è voluta tutta la nostra scorta di calma e di buona volontà per non fargli fare il bagno gettandolo dall’alto degli scogli, comunque in un qualche modo riusciamo a raggiungere la nostra meta. Sistemato alla grande il camper scarichiamo lo scooter per recarci comodamente in paese e vedere dove andare la mattina successiva a fare il bagno.

Torre dell'Orso (LE) Torre dell'Orso (LE)
Abituati come siamo alle spiagge che degradano dolcemente, il vedere le aspre scogliere precipitare in un mare dalla trasparenza cristallina ci fa una certa impressione, comunque, seguendo le scie di bagnanti che vanno e vengono dalle spiaggette come tante colonne di formiche, individuiamo un paio di calette che sembrano adatte a noi.

Grotta della poesia (LE) Calette (LE) Calette (LE)
Concludiamo la visita del paese inoltrandoci in stradine che finiscono sulla scogliera, stradine con ai lati case e casette per vacanze che danno direttamente sulla scogliera.
Rientriamo quindi in camper per una gustosa cena ed un meritato riposo.
Lunedì 24 agosto: Ci stiamo abituando ai ritmi del sud, per cui inforchiamo la strada per il mare che sono già le 10. Il mare quest’oggi è una favola: calmo, caldo, trasparente, invitante al massimo! Trovato un posticino isolato dove deporre le nostre cose (in fondo attorno a noi ci sono solo alcune decine di persone) ci immergiamo in queste acque che nulla hanno da invidiare a certe mete turistiche molto più reclamizzate. Anche senza maschera da sub si vedono benissimo gli scogli, il fondale chiaro, i pesci che ogni tanto guizzano attorno a noi… Una cosa che da noi non si vede sono le “piscine”, ovvero grandi vasche naturali ricavate nella scogliera e spesso collegate le une alle altre dove è possibile bagnarsi senza temere le eventuali onde. Pigramente trascorriamo le ore fino al momento di tornare al camper per pranzare e riposarci dopo la faticosa giornata e successivamente approfittiamo delle ore pomeridiane per aggiornare il diario di bordo ed espletare alcuni obblighi non più procrastinabili (partite a carte!). La sera ceniamo in compagnia di altri camperisti e ci “satolliamo” con cozze e pesce arrosto preparato da Gigi, il proprietario dell’area camper. Bellissima serata, da non perdere.

Grigliata Grigliata di pesce Pepata di cozze Cena
Martedì 25 agosto: Partenza alle ore 10 in direzione dei laghi Alimini, nota oasi naturalistica, dove contiamo di fermarci per una visita approfondita, ma giunti in loco ci accorgiamo che il nostro progetto non è attuabile a causa dell’elevatissimo numero di bagnanti/turisti che hanno di fatto saturato tutti i parcheggi – e sono tanti – della zona.
Decidiamo così di proseguire per Otranto dove lasciamo il camper presso il parcheggio custodito di Via Minerva con l’intenzione di fermarci fino alla mattina successiva. Ormai è giunta l’ora di pranzo e fra una forchettata di pasta e l’altra decidiamo il programma della giornata, programma che prevede, fra l’altro, la visita della Cattedrale, un giro per il Castello, Otranto-by-night e “dulcis in fundo” una cena a base di specialità locali.
Il caldo e l’umidità sono notevoli per cui decidiamo di restare in camper fino a quando l’afa non sarà più sopportabile. Nel tardo pomeriggio visitiamo prima il Castello Aragonese dove una guida turistica ci illustra la sua storia ed alcuni fatti ivi accaduti, e quindi la Cattedrale, con il suo stupendo pavimento a mosaico, il soffitto a cassettoni di legno dipinti in oro e blu e la sua cripta. In questa chiesa sono conservati i resti degli 800 uomini che, nel 1480, durante una scorreria dei turchi, preferirono essere decapitati piuttosto che abiurare la religione cattolica. Proseguiamo poi verso il lungomare e qui ancora una volta ci stupiamo nel constatare l’incredibile trasparenza dell’acqua; vedere delle persone che sembrano nuotare nell’aria non è cosa da tutti i giorni! Gironzolando per il lungomare e gustando un delizioso gelato artigianale facciamo trascorrere le ore fino al momento di andare a cena, e per quanto riguarda i ristoranti qui non c’è che l’imbarazzo della scelta sia per il loro numero che per i loro prezzi; è ovvio che non si fanno concorrenza più di tanto, e quindi…. Come stabilito ordiniamo specialità locali, cioè orecchiette per Raffaella e trancio di pesce-spada per me; buoni ma niente di eccezionale! Intanto si è fatta notte e riprendiamo il nostro girovagare per fotografare la città nella sua veste notturna; molto bella, ma percorrere le stradine della città vecchia gremite di turisti vocianti toglie molta poesia e pertanto ad un certo punto decidiamo di rientrare al camper per farci una tonificante doccia ed una salutare dormita.

Otranto Otranto Otranto Otranto Otranto Otranto Otranto
Mercoledì 26 agosto: Partiamo alla solita ora, cioè verso le 9,15, con direzione Baia dell’Orte percorrendo una strada provinciale molto suggestiva ma di certo un po’ impegnativa.
I posti per fermarsi con un camper non sono molti, figuriamoci poi con il nostro che con il porta moto installato misura circa 7 metri e mezzo.
Volenti o nolenti siamo costretti a proseguire e pertanto giungiamo a Porto Badisco dove finalmente possiamo lasciare il camper in un parcheggio a pagamento e raggiungere una baia vista poco prima dall’alto della strada.
Anche qui l’incredibile trasparenza dell’acqua sembra una favola, ed in più scopro che molto probabilmente ci dev’essere una sorgente di acqua dolce appena sotto le prime rocce sommerse perché lì l’acqua è decisamente più fredda che nel resto della baia ed anche meno salata. Pigramente facciamo il “bagnetto” fino all’ora di pranzo, pranzo costituito – fra l’altro – da ortaggi e frutta acquistati da un ambulante lì vicino e seguito da una salutare e rilassante pennichella. Ripartiamo verso le 16 proseguendo per la provinciale ed in breve giungiamo a Santa Cesarea Terme, località molto nota anche e soprattutto per le terme.
Una breve visita al locale ufficio dell’APT ci convince a lasciare il camper in un campeggio in un paese lì vicino, Porto Miggiano, (abbiamo necessità di svuotare i serbatoi) ed a spostarci nei paraggi utilizzando lo scooter.
Le cose da vedere nelle immediate vicinanze sono molte (la grotta Zinzulusa, la grotta Azzurra, la grotta Sulfurea tanto per fare un esempio) e visto che qui siamo ancora in alta stagione e l’affluenza turistica è più che notevole, pensiamo che sia più conveniente fare base in un luogo sicuro e muoverci liberamente con il due-ruote. Visitiamo così una torre posta nelle immediate vicinanze e decidiamo poi di concederci per il giorno successivo una gita in barca comprensiva di bagnetto nelle più belle calette della zona.

Porto Badisco Porto Badisco Porto Badisco Porto Miggiano Porto Miggiano
Tornati al camper consumiamo una “modesta” cena e quindi, dopo l’ennesima partita a carte, “tutti a nanna”!
Giovedì 27 agosto: Ci imbarchiamo alle 11 su un battello di una decina di metri che navigando sotto costa ci porta a vedere diverse grotte, compresa quella detta “Zinzulusa” per via delle stalattiti e stalagmiti ivi presenti (gli zinzuli, in dialetto locale, sono gli stracci), la grotta Azzurra e quella Sulfurea, dove facciamo il secondo bagno previsto dall’escursione (il primo l’abbiamo fatto vicino ad uno stupendo faraglione).
In questa grotta e nelle immediate vicinanze, inutile dirlo, l’odore di zolfo è molto forte ed anche l’acqua è “contaminata” da questa sostanza; non volendo, durante la nuotata mi è entrata dell’acqua in bocca ed il sapore era decisamente cattivo.
E’ una giornata bellissima, il sole ci riscalda mentre navighiamo su di un mare di uno stupendo colore blu cobalto ed una trasparenza inverosimile, la compagnia degli altri gitanti è piacevole ma il tempo, purtroppo, scorre fin troppo velocemente.
Alle 13,30 circa ritorniamo al porto e quindi rientriamo al camper per pranzare e farci una meritata doccia.
Nel pomeriggio torniamo alla grotta Zinzulusa, ma questa volta via terra perché intendiamo partecipare all’escursione che ci condurrà nelle sue viscere; la visita si rivelerà poi piacevole ed interessante grazie anche all’esaurienti spiegazioni di una guida turistica.
Riemersi in superficie proseguiamo per Castro dove visitiamo il castello – più volte rimaneggiato ma comunque piacevole – ed il paesino dove ci concediamo una gustosa cenetta a base di pesce fritto e birra.
I panorami che si possono ammirare percorrendo la strada litoranea sono tutti mozzafiato e l’aver portato con noi lo scooter si è rivelato una scelta vincente. Un po’ stanchi ma appagati nel corpo e nello spirito, verso le 21 rientriamo in camper per chiudere la giornata con due chiacchiere ed una buona dormita.

Zinzulusa Zinzulusa Castro
Venerdì 28 agosto: Lasciamo il campeggio per fare rotta verso Santa Maria di Leuca, estremo sud di questa regione.
La strada litoranea è decisamente affascinante ma un po’ impegnativa per chi la percorre con un camper di discrete dimensioni, comunque senza fretta maciniamo i chilometri che ci separano dalla nostra prossima meta; strada facendo ci fermiamo a fotografare una torre non meglio identificata ma ancora affascinante immersa com’è in un paesaggio mozzafiato e successivamente altro stop a Ciolo per immortalare i tuffi che diversi ragazzi fanno dal ponte che sovrasta una piccola baia.
Arriviamo così a Santa Maria di Leuca dove lasciamo il camper presso un’area attrezzata posta a poche centinaia di metri dal porticciolo e subito dopo con il fedele scooter iniziamo l’esplorazione della zona. Bello il lungomare fiancheggiato da tantissime ville, molte delle quali edificate nella seconda metà dell’ 800, bella nella sua semplicità la Cattedrale anch’essa dell’ 800, imponente il Santuario presso il Faro, suggestiva la Cascata monumentale.
Percorrere poi la litoranea che conduce alle frazioni limitrofe ci concede delle viste panoramiche incredibili, con il sole che si specchia su di mare di un blu intenso e con il vento che odora di finocchio selvatico e di altre essenze non meglio identificate ma gradevolissime.

Santa Maria di Leuca Santa Maria di Leuca Santa Maria di Leuca Santa Maria di Leuca
Continuiamo la nostra esplorazione fino all’ora di cena, e poi… ennesima partita a carte e quindi .. a nanna.
Sabato 29 agosto: Questa mattina ci concediamo un bagnetto in una spiaggetta scoperta ieri, una spiaggetta dove è possibile scendere in mare attraversando un tratto sabbioso e non scosceso come visto finora.
L’acqua è calda e trasparente ed invita ad immergersi per godere di un po’ di frescura – alle 9 del mattino la temperatura si aggira sui 27, 29 gradi -, invito che non ci facciamo certo ripetere. Rimaniamo “a mollo” fino al momento di tornare al camper, pranzare e riprendere il nostro viaggio verso la prossima meta.
Raggiungiamo Torre Vado dove fotografiamo il torrione posto sul porticciolo e quindi Torre Mozza, dove dopo qualche peripezia riusciamo a parcheggiare il camper.
La torre non dice molto, ma in compenso il mare è spettacolare; non per niente questa zona è conosciuta come “le Maldive del Salento”.
Per un’oretta ci facciamo cullare dalle onde ed accarezzare dal vento e poi rientriamo al camper dove, dopo una necessaria doccia, decidiamo la tappa successiva.
L’idea sarebbe quella di raggiungere Torre S. Giovanni, ma strada facendo decidiamo di fare una deviazione a Ugento dove visitiamo la bella Cattedrale e gironzoliamo per alcune vie del centro.
Abituati da qualche giorno al Barocco Leccese, molto ricco di decori, vedere in questa chiesa molte decorazioni belle e ricche ma non eccessive nè pesanti ci sorprende piacevolmente.
Vale la pena di visitarla! L’orologio segna ormai le 19,15 e quindi è opportuno cercare una sistemazione per la notte.
Siamo ancora in altissima stagione turistica e qui pernottare in un parcheggio pubblico è come sventolare un drappo rosso sul muso di un toro; in breve arrivano i vigili che ti invitano ad andartene o peggio, arrivano gli ausiliari del traffico che ti rifilano una multa prima che tu possa aprire bocca.

Torre Vado Torre Vado Torre Vado Ugento
Come ci aveva riferito qualche giorno addietro una signorina dell’APT, questo è dovuto anche al comportamento di diversi camperisti che nei parcheggi pubblici aprono i tendalini e sistemano tavoli e sedie per pranzare.
Fortunatamente già a partire da Torre dell’Orso in poi le aree attrezzate per camper sono numerosissime – anche se non necessariamente economiche – e quindi il problema si risolve in poco tempo.
Troviamo in internet un’area attrezzata a pochi chilometri da Torre S. Giovanni e vi entriamo per trascorrere la notte.
Più che un’area è un campeggio, con piazzole enormi, servizi pulitissimi ed efficienti, bus-navetta gratis per il mare…, anche se vogliono 25 euro a notte; sul momento rimaniamo un po’ indecisi, però poi decidiamo di fermarci per rilassarci un po’ e rimandiamo al domani se proseguire subito o sostarvi fino a lunedì.
Domenica 30 agosto: Approfittiamo della navetta per farci condurre in spiaggia e subito abbiamo la conferma che la nostra è stata una scelta giusta: se avete presente il colore “acquamarina” allora potete immaginare il colore e la trasparenza che ha questo tratto di mare!
Di fronte a noi una spiaggia di sabbia finissima che riverbera sotto i raggi del sole e subito dopo il mare che dolcemente degrada verso un piccolo insieme di isolotti posti come sentinelle a poche centinaia di metri dalla riva.
Ci immergiamo in queste acque calde ed invitanti, acque che ancor di più ricordano quelle viste – solo viste, purtroppo – nei documentari sui mari del sud e realmente comprendiamo perché questo tratto d’Italia è noto come “le Maldive del Salento”.
Le foto che abbiamo scattato sono belle ma non riescono a riprodurre tutte le sfumature di colore e tutte le trasparenze di queste acque… peccato!
Rimandiamo fino all’ultimo il momento di tornare all’area sosta dove, dopo una bella doccia per “de salinarci” un po’, pranziamo e ci riposiamo in attesa di scaricare lo scooter per recarci a visitare Torre S. Giovanni. Ore 16,30: partenza per il paese che raggiungiamo in una decina di minuti e dopo aver lasciato il fido Ronzinante in una piazzetta vicino al mare, in breve giungiamo nei pressi della torre che risalta perché è in parte dipinta a scacchi bianchi e neri, e qui scopriamo che è molto più bella vista da lontano che da vicino. Pazienza!
Percorriamo il lungomare verso il porticciolo turistico gremito fino all’inverosimile di barche di tutte le dimensioni e dal loro numero deduciamo che questo paese è molto apprezzato da chi ama il mare. Torniamo sui nostri passi e questa volta percorriamo la passeggiata – molto ben tenuta e ben fatta – che conduce ad una frazione lì vicino, sempre costeggiando il mare che ora offre più calette rocciose che spiagge sabbiose. La vista è bella, ma il caldo è tanto e quindi decidiamo di cercare un bar dove fermarci a sorseggiare una bibita fresca in attesa di fotografare il sole che si tuffa in mare e poi di recarci in chiesa per la messa domenicale.
Giunte infine le 20,30 ci rechiamo nella trattoria/friggitoria dove avevamo prenotato la cena e dove speravo di gustare le linguine ai ricci di mare, ma purtroppo scopriamo che anche questa volta il mio desiderio resterà inappagato.
Ci rifacciamo con le orecchiette alle cime di rapa ed un fritto di pesce molto gustoso e poi, dopo aver gironzolato ancora per il paese che a quest’ora è molto affollato e pieno di gente che gira “per lo struscio”, riprendiamo contenti la via del ritorno.

le Maldive del Salento le Maldive del Salento le Maldive del Salento Torre S. Giovanni Torre S. Giovanni
Lunedì 31 agosto: Partenza alla solita ora in direzione Gallipoli e lungo la strada facciamo una breve deviazione per raggiungere Torre Suda che a detta di un dipendente dell’area di sosta appena lascata, merita di essere vista.
Dopo aver penato un po’ nel percorrere strade piene di buche ed attraversato un paio di paesini con vie appena più grandi della larghezza del camper, giungiamo al cospetto della torre che si rivela… una grande delusione.
Non perdiamo altro tempo e riprendiamo la strada puntando decisamente alla nostra meta.
Ci avevano detto che a Gallipoli in questo periodo non è possibile sostare in camper ed avevamo trovato – sia in internet sia chiedendo info in giro – che nelle immediate vicinanze della città ci sono molti posti ove lasciare il camper, sia campeggi che aree attrezzate.
Optiamo così per l’Autopark Spiaggia d’Oro San Mauro, posta a 100 metri dal mare ed a 5 chilometri dalla città, area che a giudicare dalle foto viste in internet deve essere davvero bella.
Appena entrati la nostra convinzione vacilla un po’, ma dopotutto noi siamo venuti per vedere Gallipoli e quindi confermiamo alla reception (?) la nostra permanenza.
Quando su nostra richiesta ci indicano i servizi, faccio un tuffo nel passato, rivedo me stesso più giovane di oltre quarant’anni quando, ufficialetto in servizio di prima nomina, facevo i campi di addestramento nell’altopiano di Asiago, nella zona di Basovizza, nel vicentino…
Le stesse docce, gli stessi lavandini… che nostalgia!
Scherzi a parte tutto ciò di cui io e Raffaella abbiamo bisogno l’abbiamo nel camper e quindi decidiamo di fermarci almeno fino al giorno dopo, giorno programmato per la visita della città.
Con calma ci sistemiamo e dopo pranzo, verso le 16, ci rechiamo in spiaggia attraversando una macchia di alberi di vario genere che cresce su dune sabbiose che degradano verso il mare.
Passo dopo passo, ammirando le volte arboree che ci sovrastano e fermandoci ogni tanto cercando di riconoscere le varie piante che incontriamo, giungiamo in una spiaggetta sabbiosa dove lasciamo le nostre cose.
Il tempo di stendere a terra il telo da mare e subito in acqua.

Torre Suda Torre Suda Torre Suda
Troppo bello! Anche qui la trasparenza la fa da padrona, ed è tanto intensa che Raffaella decide di munirsi di maschera subacquea per non perdere nulla di questa meraviglia.
Lasciandoci cullare dalle onde, entrando ed uscendo dall’acqua più volte facciamo trascorrere il tempo fino a quando, giunta ormai l’ora canonica, rientriamo alla base e dopo le opportune docce ed un rapido salto ad un supermercato lì vicino, ci dedichiamo alle solite attività serali, ovvero cena, partita a carte, due chiacchiere, “buona notte”.
Martedì 1 settembre: In sella al fedele scooter in una ventina di minuti arriviamo a Gallipoli e dopo esserci orientati un po’ puntiamo diritti verso la città vecchia senza però tralasciare di visitare la bella chiesa del Sacro Cuore che troviamo sulla nostra strada.
Subito dopo aver attraversato il ponte che collega la zona vecchia a quella nuova ci troviamo a ridosso del castello, imponente costruzione più volte rimaneggiato nei secoli ed ancora oggi in parte in via di ristrutturazione.
Ovviamente entriamo per visitarlo e qui, attraverso le spiegazioni forniteci dai vari pannelli esplicativi posti all’entrata delle varie stanze, ci facciamo un’idea di quella che è stata la vita di questa bella cittadina.
La storia di Gallipoli è stata nel tempo fortemente legata al commercio e da questo ne ha sempre tratto notevole ricchezza, ricchezza che ha permesso la costruzione di molti palazzi ancora oggi discretamente conservati.
Ci dirigiamo poi verso la Cattedrale, ma vi giungiamo a mezzogiorno, ora in cui viene chiusa.
Apprendiamo che verrà riaperta alle 15,30 per cui, delusi ed anche un po’ scocciati (ma come! quasi ogni giorno sentiamo che il Ministero dei Beni Culturali ci ricorda che le chiese ed i monumenti in genere in questo periodo rimangono aperti ininterrottamente dal mattino alla sera, ed allora?) ci inoltriamo nel cuore della città vecchia esplorando viuzze e cercando contemporaneamente un posto dove mangiare qualcosa in attesa di visitarla.
Fortunatamente qui i localini non mancano ed in breve ne troviamo uno che ad un prezzo più che giusto ci fornisce di che resistere fino al pomeriggio.
La visita della Cattedrale vale davvero il tempo di attesa che abbiamo fatto e ben presto, ammirando i vari tesori artistici ivi conservati, dimentichiamo l’irritazione di poco prima. All’uscita dalla Cattedrale il sole ancora picchia forte e dato che ormai avevamo visto quello che ci interessava, decidiamo di tornare all’area di sosta e di andare a farci un bel bagno in mare.

Gallipoli Gallipoli Gallipoli Gallipoli Gallipoli
La serata volge ormai al termine e dopo una bella doccia calda ed una cena “a lume di candela” (quella antizanzare) chiudiamo la giornata.
Mercoledì 2 settembre: Lasciamo l’area attrezzata alle dieci in direzione Porto Cesareo ma con l’intenzione di fermarci lungo la strada a fotografare le varie torri.
Arriviamo così a Santa Maria Al Bagno, ma la torre – o meglio, il complesso di quattro bastioni angolari superstiti del vecchio sistema di avvistamento – ora è diventato un night e pertanto non è visitabile.
Dopo le foto di rito decidiamo di fare una deviazione a Nardò, seconda città della provincia di Lecce, che dista una decina di chilometri circa.
Qui vi troviamo un complesso di palazzi e monumenti veramente notevole, chiese che conservano molte ed importanti testimonianze artistiche del passato come quadri, sculture, impianti architettonici che testimoniano ancora oggi il notevole grado di cultura raggiunto.
Visitiamo quindi le chiese di Santa Teresa, di Santa Chiara, La Cattedrale, San Domenico e San Giuseppe oltre ad ammirare la Guglia dell’Immacolata, il Sedile ed il Palazzo dell’Università o di Città.
Riprendiamo il viaggio tornando a Santa Maria al Bagno con l’intenzione di percorrere la litoranea fino a Porto Cesareo, ma una serie di sensi obbligati ci porta invece sulla strada provinciale interna facendoci così “saltare” alcune località. In breve arriviamo a Torre Squillace e poi a Porto Cesareo con l’intenzione di trovare l’area di sosta sul porto più volte segnalata nei vari siti, ma tutto quello che troviamo sono dei cartelli di divieto di sosta per camper e caravan negli unici parcheggi abbastanza ampi per ospitarli.
Comunque parcheggiamo (a pagamento) il camper lungo la strada che fiancheggia il porto turistico e facciamo un giretto per il paese, tanto per aver conferma di quanto letto e sentito su questa località.
In realtà quello che vediamo non ci piace più di tanto ed anche la famosa Isola dei Conigli non ci dice granché, ma forse la colpa è dell’esagerato flusso turistico ancora presente, forse, in bassa stagione, le cose cambiano. Visto che non possiamo sostare qui, cerchiamo l’area di sosta a Torre Lapillo, ma anche qui troviamo difficoltà a muoverci fra strette stradine e sensi unici per cui decidiamo di rinunciare e proseguire per Punta Prosciutto dove contiamo di fermarci per un giorno.

Porto Cesareo Porto Cesareo Torre Lapillo
Trovare l’area è stato facile, entrarvi invece difficile perchè stracolma di camper.
Fortunatamente, dopo oltre un’ora di attesa, si libera un posto e quindi…. entra e parcheggia! Ormai abbiamo fatto le 19 e pertanto decidiamo di dedicarci alle incombenze serali, ovvero… doccia, cena, aggiornamento del diario di bordo, partita a carte, “tutti a nanna”!
Giovedì 3 settembre: Visto che la famosa spiaggia di Punta Prosciutto è proprio davanti a noi, ce la prendiamo con calma: ci alziamo che sono quasi le nove, facciamo colazione e poi, sempre con tutta calma, ci dirigiamo alla spiaggia. Qui possiamo scegliere fra la spiaggia rocciosa, ancora abbastanza poco trafficata, e la spiaggia sabbiosa, dove invece l’affluenza di turisti è tanta.
Proviamo a dirigerci verso quest’ultima, ma un’occhiata all’acqua ci fa cambiare idea. Acqua con schiuma e qualcos’altro di non meglio definito in superficie, acqua che certo non invita a fare il bagno.
Torniamo sui nostri passi e troviamo un posto sulla scogliera dove l’acqua sembra pulita; depositate le nostre cose ci immergiamo -io con maschera e pinne- ed iniziamo a nuotare costeggiando gli scogli.
In effetti qui non troviamo elementi sospetti in sospensione ma tanti pesci più o meno grandi che invece di spaventarsi e fuggire da noi si avvicinano curiosi.
Ad un certo punto distendo le braccia davanti a me e poco dopo vedo una decina di piccoli saraghi che si avvicinano alle mie mani forse cercandovi qualcosa da mangiare.
L’acqua è bella, però secondo noi non quanto visto nelle località visitate in precedenza, e per di più la tanto osannata spiaggia di Punta Prosciutto è cosparsa di tantissimi rifiuti; decidiamo perciò di tornare al camper per lavarci, pranzare e poi partire alla volta di Matera.
Una considerazione: questa zona è stata dichiarata Riserva Naturale e pertanto in teoria eventuali modifiche ambientali sono proibite (“in teoria” perché in realtà le cose stanno diversamente, basta guardarsi attorno), però basterebbe posizionare dei bidoni per rifiuti per limitare il grado… di degrado in cui versa la spiaggia.
Forse costa troppo pagare delle persone che s’incarichino di svuotare i bidoni? Alle 16,30 riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso Taranto per poi spingerci a Matera.
Nonostante la cartografia del navigatore e quella dell’atlante stradale ci dicano che le strade che stiamo percorrendo sono buone, quella che scorre sotto le ruote del camper spesso è poco meglio di un percorso di guerra, per non parlare poi dell’attraversamento di alcuni paesi!

Punta Prosciutto Matera Matera Matera Matera
Più di una volta ci siamo trovati in difficoltà perchè sia il navigatore e soprattutto le indicazioni stradali ci mandavano in strade strette e tortuose che spesso ci riportavano sui nostri passi; va bene, anche questo fa parte del viaggio! Arrivati finalmente a Matera scopriamo che il parcheggio normalmente riservato ai bus turistici ed ai camper è attualmente utilizzato dalla “Fiera di Matera” per cui, dopo aver girato un po’ e grazie all’aiuto di un “addetto ai parcheggi”, troviamo posto nel parcheggio custodito di via Saragat al costo di 0,50€ all’ora; in realtà l’ora è molto… elastica ed alla fine, al momento della ripartenza, per tutto il periodo della nostra permanenza (dalle 20 circa di giovedì alle 14 di venerdì) paghiamo 5 euro.
Lasciato il camper ci dirigiamo verso la zona della Fiera per trovare di che sfamarci e facendoci guidare dai profumi di carne arrosto, giungiamo là dove il nostro appetito finalmente viene accontentato: spiedo di salsiccia di vitello e saltimbocca cotti sulla brace ed accompagnati da un bel bicchiere di birra fresca.
Fra un boccone e l’altro chiacchieriamo anche con una coppia di giovani lì conosciuti che ci danno molte e preziose indicazioni su cosa trovare nella regione, dal volo dell’angelo a Castelmezzano alla città fantasma di Craco al santuario di Tursi la Rabatana, suggerimenti che ci verranno utilissimi quando prepareremo il prossimo viaggio in quella regione. Soddisfatto il palato ci dirigiamo verso il centro per ammirare Matera di notte; la vista della piazza principale della città (piazza Vittorio Veneto) ma soprattutto del Sasso Barisano illuminato a regola d’arte sono realmente spettacoli da non perdere. Gironzoliamo per un po’ e quindi rientriamo al camper per trascorrervi la notte.

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Venerdì 4 settembre: Dopo colazione torniamo in piazza Vittorio Veneto dove avevamo visto un Infopoint turistico per avere della documentazione sulla città e soprattutto per partecipare ad una visita guidata, visita poi fatta con una guida non proprio all’altezza del ruolo. Comunque assieme ad una decina di turisti percorriamo strade e stradine visitando alcune belle chiese, la Cattedrale (attualmente in ristrutturazione e minimamente visitabile), un bel monastero rupestre ed una casa-cisterna, ovvero un’abitazione scavata nel tufo con la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana ancora in funzione.
Avevamo già visitato molti anni addietro i Sassi di Matera, ma rivedere queste abitazione dove uomini ed animali vivevano assieme in ambienti minuscoli ed altamente malsani fa sempre una certa impressione.
I Sassi di Matera, cioè il Sasso Caveoso ed il Sasso Barisano, meriterebbero una visita più approfondita, ma ormai la stanchezza si fa sentire e pertanto decidiamo di fare basta, decidiamo di tornare al camper per rinfrescarci un po’ e quindi prendere la strada del ritorno. Alle 14 rimettiamo in moto il camper e facciamo rotta per Bari dove prendiamo l’autostrada per Fano, e qui arriviamo stanchi ma soddisfatti verso le 21,30. Le nostre vacanze nel Salento sono finite, ma già stiamo pensando alle prossime mete da realizzare da qui a qualche mese.

Umberto e Raffaella

Riferimenti:
Mattinata: Sosta Camper da Francesco – contrada Funn, 28 – cell. 340 581 4426 / 328 627 2322
GPS: N 41.710616 E 16.072221

Brindisi: Rimessaggio Camper – strada per Tuturano – Titolare sig. Pino – cell. 348 522 6900
GPS: N 40.601847 E 17.956564

Lecce: Parcheggio di fronte al cimitero.
GPS: N 40° 21’ 33.90” E 18° 10’ 00.16”

Torre dell’Orso – area sosta camper Gran Pashà – cell.330 692 409
GPS: N 40.27628 E 18.40450

Otranto: Parcheggio via Minerva – €6,00/24 h.
GPS: N 40° 08’ 25.25” E 18° 29’ 29.07”

Porto Miggiano (Santa Cesarea Terme): campeggio Porto Miggiano
GPS: N 40° 01’ 58.71” E 18° 26’ 48.21”

Santa Maria di Leuca: area attrezzata La Cornula – €15/24 h + 1 € per elettricità – docce calde a gettone
GPS: N 39° 48’ 00.91” E 18° 21’ 48.42”

Torre S. Giovanni :- Pista Salentina. € 25,00/24 h
GPS: N 39° 53’ 21.57” E 18° 07’ 53.91”

Gallipoli-Rivabella (loc. Padula Bianca):Autopark Spiaggia d’Oro San Mauro: € 20,00/24 h – docce calde a gettone.
GPS: N 40.095686 E 18.016256

Punta Prosciutto: Area attrezzata Il Saraceno € 13/24 h + 2 € per corrente . Solo docce fredde con acqua salmastra.
GPS: N 40° 17’ 33.5” E 17° 45’ 56.5”

Matera: Parcheggio custodito in Via Giuseppe Saragat. € 0,50/h (ora molto elastica).
GPS: N 40° 40’ 00.33” E 16° 35’ 47.91”

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