Sagra del Borlengo

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L’origine storica del borlengo risale al tardo medioevo, quando per far fronte alla carenza di farina si usava aggiungere una maggiore quantità di acqua all’impasto del pane. Nasceva così una sorta di cialda sottilissima e trasparente, quasi un cibo per burla, da cui il nome attuale “borlengo” (in dialetto burlang o burleng).

La ricetta attuale, indicata nel disciplinare, oltre agli ingredienti per la “colla” composta di farina, acqua e sale, prevede l’uso facoltativo di uova e un condimento (cunza o concia) preparato con lardo e/o pancetta, aglio e rosmarino, a cui va aggiunta una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Una ricetta semplice che richiede però una grande abilità nella cottura, da effettuarsi su una larga padella in rame stagnato chiamata “sole”.

Un’abilità che è oggi possibile apprendere presso la Scuola Internazionale del Borlengo della Pro Loco di Guiglia. E proprio a Guiglia dal 1967 si svolge annualmente la Sagra del Borlengo.

Segnalazione di Erik DueLuna e Elisa Ti

Maggio 2017

  • sab 13 – dom 14
  • sab 20 – dom 21
  • sab 27 – dom 28

La preparazione del borlengo è in apparenza molto facile dati i pochi e semplici ingredienti.
Per la “colla” è necessario miscelare farina, acqua e sale, e se lo si desidera anche una piccola parte di uovo. L’impasto deve risultare giallo chiaro e molto liquido, simile a quello delle crepes.
Il condimento (cunza o concia) va preparato con lardo e/o pancetta, aglio e rosmarino. Tenere pronto a parte del Parmigiano Reggiano grattugiato.

La difficoltà della ricetta consiste nella cottura, per la quale è anzitutto necessario disporre della apposita padella in rame stagnato detta “sole”. Una volta riscaldata e unta la padella si metterà la colla in piccola quantità e si farà roteare il tegame in modo che l’impasto aderisca su tutta la superficie e si secchi, formando una cialda sottilissima e croccante ai bordi e leggermente più morbida al centro. Una volta staccata la sfoglia dalla padella, si può condire con un pennello spargendo la cunza sulla sua superficie. A questo punto, dopo aver messo una spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato, si ripiega il borlengo in quattro parti formando uno spicchio. La specialità va degustata molto calda.

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